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Daniele Galassi da Daniele Galassi
il gennaio 17, 2016

Scegliere la chitarra elettrica (pt.2) - Manico e Tastiera

Forma e radius: facciamo un po’ di chiarezza

Una componente davvero fondamentale dello strumento a corde è il manico (e naturalmente la sua tastiera), zona particolarmente “calda”, poiché è lì che il musicista entra in contatto intimo con il suo strumento. Un contatto talmente ravvicinato e personale che, sebbene una dissertazione di natura tecnica sui manici e tastiere sia assolutamente possibile e doverosa, una prescrizione su quale tipologia sia meglio utilizzare in luogo di un’altra vorrebbe dire forzare e semplificare una realtà che non può prescindere dai gusti e dalla sensibilità soggettiva del musicista.

Da un punto di vista tecnico/costruttivo, sono due gli elementi che entrano in gioco quando parliamo di manici e tastiere:

  • la forma (shape)
  • il raggio di curvatura (radius)


Forma

(shape)

Quando si parla di forma (shape), ci si riferisce al tipo di curvatura della sezione del manico.

Questo tipo di curvatura viene indicato con una lettera, che ne stilizza appunto la forma. Ad esempio un V-shape indica una forma a cuneo, mentre una C-shape indica una curvatura molto più dolce.

Le forme più utilizzate sono la U-Shape,

D-Shape, C-Shape, V-Shape. La V-shape può a sua volta essere meglio specificata con l’aggettivo hard/medium/soft a seconda dell’inclinazione con cui i lati convergono verso il vertice della sezione. Il manico è naturalmente un elemento cruciale ai fini del feeling che lo strumento è in grado di trasmettere, e non esiste pertanto un’indicazione universale che possa prescindere dai gusti personali del chitarrista. Tuttavia è possibile affermare che i manici V-shape sono generalmente adottati su quelle chitarre dedicate ai generi dove la velocità di esecuzione soprattutto in fase solista è un fattore cruciale, come il metal.






Il Radius
La tastiera (fretboard) è la parte superiore del manico dove vengono inseriti i fret ( barrette di metallo di diverse dimensioni) per ricavare i tasti, zona deputata al diteggio. Parlando di tastiera entra in gioco il concetto di radius, che indica il raggio di curvatura della stessa. Rappresenta la sezione di un cerchio espressa in pollici. A radius maggiori corrisponde un raggio di curvatura maggiore, che si traduce in una tastiera più piatta. Viceversa, radius minori, cioè raggi di curvatura inferiori, comportano tastiere più bombate. I radius più comuni sono 7.25″ – 9.5″ – 10″ – 12″ – 16″, ma si può arrivare anche a radius di 20” o a tastiere completamente piatte (come nelle chitarre classiche o alcune elettriche).




Le chitarre con radius maggiori (e quindi con una testiera più piatta) sono quelle predilette dai chitarristi che necessitano di un’action bassa, facilità di bending e velocità di esecuzione: per questo esse trovano maggior utilizzo in generi come l’hard rock o il metal. A radius minori corrisponde invece una maggior facilità di esecuzione degli accordi, con una corda che dovrà però seguire la curvatura della tastiera e scontare un’action più alta. Occorre precisare subito che non è il radius in sé che determina la suonabilità di una chitarra, quanto piuttosto la sua armonizzazione in un set-up generale che non può prescindere da esso. In altri termini, il radius è il punto di partenza dal quale impostare action e set-up generale della chitarra. Da questo set-up dipenderà poi la resa generale dello strumento in termini di feeling, pulizia, suonabilità, sustain, etc…Naturalmente entra poi in gioco il musicista, col suo tocco, la sua sensibilità e il suo gusto: definire pertanto un radius ideale è del tutto impossibile, e la stessa chitarra può risultare poco o molto suonabile a seconda di chi la imbraccia.
A conclusione citiamo anche un’invenzione liuteristica che permette di avere radius diversi lungo la stessa tastiera: il cosiddeto compound radius. Nelle chitarre dotate di questa doppia raggiatura si ha un radius maggiore dal capotasto al 12° tasto per facilitare gli accordi, e un radius minore dal 12° in poi per agevolare bending e assoli.

Il consiglio generale rimane comunque lo stesso: provare di persona senza farsi suggestionare da classificazioni e dettagli tecnici!

Il truss rod (barra di rinforzo)
Le corde generano naturalmente tensione sul manico: per controbilanciarla e mantenere il manico nella giusta posizione e regolare l’action (l’altezza delle corde), si utilizza il cosiddetto truss rod, o barra di rinforzo. Come funziona? Si tratta di una barra filettata a tensione regolabile inserita dentro il manico, che permette la correzione della curvatura dello stesso (e di conseguenza della tastiera) agendo su un semplice sistema dado-rondella. Questo sistema è presente nella quasi totalità dei manici per chitarra elettrica e acustica, pur con diverse varianti, mentre è solitamente assente in quelli per chitarra classica.

Riguardo alle soluzioni tecniche con cui un manico può essere congiunto al corpo rimandiamo all’articolo sui tipi body della puntata precedente.